Caratteristiche da rispettare per la costruzione di una rampa per disabili

Caratteristiche da rispettare per la costruzione di una rampa per disabili

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 126 del 2016, meglio noto come decreto SCIA 2, sono state introdotte interessanti novità che riguardano le opere per l’eliminazione delle barriere architettoniche e nello specifico le caratteristiche che devono rispettare le rampe per disabili.

Non viene considerato accessibile il superamento di un dislivello superiore a 3.20 m ottenuto mediante rampe inclinate poste in successione.

schema_pendenza_rampe_disabili

La larghezza minima di una rampa deve essere:

– di 0.90 m per consentire il transito di una persona su sedia a ruote;

– di 1.50 m per consentire l’incrocio di due persone (es. pianerottoli).

Ogni 10 metri di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1.50×1.50 m, ovvero 1.40×1.70 m in senso trasversale e 1.70 m in senso longitudinale al verso di marcia, oltre l’ingombro di apertura di eventuali porte.

Qualora al lato della rampa sia presente un parapetto non pieno, la rampa deve avere un cordolo di almeno 10 cm di altezza.

La pendenza delle rampe non deve superare l’8%.

Detrazioni del 50% nella legge di stabilità 2017

Detrazioni del 50% nella legge di stabilità 2017

Proroghe ed aumento delle agevolazioni per gli interventi sulla casa: la Legge di bilancio conferma sia il bonus sulle ristrutturazioni e sull’acquisto di mobili, che l’ecobonus, quest’ultimo addirittura sino al 2021. A queste agevolazioni va ad aggiungersi il nuovo sismabonus, una detrazione Irpef per le spese sostenute per adeguare gli immobili che ricadono in zone ad alta pericolosità sismica.

  • Bonus delle ristrutturazioni

Il bonus ristrutturazione consiste in una detrazione dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Le spese per la ristrutturazione, in particolare, sono detraibili al 50% dalle imposte (ad esempio, chi spende 10.000 euro ne può detrarre 5.000 dall’Irpef dovuta), in 10 quote annuali dello stesso importo, sino ad una soglia massima di 96.000 euro. La detrazione scadrà il 31 dicembre 2017; in seguito, se non sarà prorogata o resa definitiva, tornerà al vecchio ammontare del 36%.

Nello specifico gli interventi contemplati in questo tipo di detrazione che riguardano strettamente i nostri prodotti sono:

– realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali

– eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori, montacarichi o ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap

  • Ecobonus

L’ecobonus consiste in una detrazione dovuta per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. In particolare, l’agevolazione consiste nella detrazione Irpef del 65% dei costi sostenuti per migliorare le prestazioni energetiche di un immobile; la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, sino a un limite massimo di:

– 30.000 euro, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;

– 60.000 euro, per le opere di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti, e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (solare termico);

– 100.000 euro, per gli interventi di riqualificazione energetica globale.

  • Sismabonus

Si aggiunge alla triade dei bonus sulla casa un nuovo incentivo, il cosiddetto sismabonus: si tratta di una detrazione che potrà andare dal 50% all’85% dei costi sostenuti per adeguare alle misure antisismiche gli immobili situati in zone ad alto rischio di terremoto. Il tetto massimo di spesa sul quale potrà essere applicata la detrazione sarà pari a 96.000 euro. La detrazione potrà salire al 70% o all’80%, a seconda della classe di rischio ottenuta grazie agli interventi e sino all’85% se i lavori riguarderanno un intero condominio.

 

Stay tuned…

Detrazioni del 50% nella legge di stabilità 2016

Detrazioni del 50% nella legge di stabilità 2016

La legge di Stabilità 2016, in materia di immobili, introduce importanti novità. Si va dall’abolizione della TASI sulla prima casa e per gli inquilini, a quella dell’IMU per gli agricoltori, alla riduzione dell’IMU sugli affitti. Passando, poi, al prolungamento, sino al 31 dicembre 2016, delle maxi detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni, l’acquisto di mobili e l’efficientamento energetico, per finire con la previsione del leasing immobiliare.

Per le opere di ristrutturazione dell’abitazione principale viene disposta una detrazione del 50% delle spese sostenute per gli interventi, incluse quelle accessorie e di progettazione. Il costo massimo agevolabile risulta pari a 96mila euro, mentre la detrazione al 50% deve essere suddivisa in 10 anni.

Beneficiari dell’agevolazione fiscale sono i proprietari degli immobili, i titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili che sono oggetto degli interventi.

Nello specifico gli interventi contemplati in questo tipo di detrazione che riguardano strettamente i nostri prodotti sono:

– realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;

– eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori o montacarichi.

 

Stay tuned…

Ristrutturazioni: detrazione 50% ancora per un anno, ecco come ottenerla

Ristrutturazioni: detrazione 50% ancora per un anno, ecco come ottenerla

Un anno in più, fino al 31 dicembre 2016, per usufruire del bonus fiscale per le ristrutturazioni. Si tratta della possibilità di detrarre dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) il 50% delle spese sostenute per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni dei condomìni. Il tetto massimo delle spese ammissibili ammonta anche per quest’anno a 96 mila euro e il rimborso avviene in dieci anni con rate di pari importo.

La proroga, lo ricordiamo, è arrivata con la Legge di Stabilità per il 2016. Senza questo intervento, dal 1° gennaio 2016 la percentuale della detrazione sarebbe scesa al 36% e il tetto di spesa a 48 mila euro.

Ecco, in dettaglio, come funziona il bonus fiscale e come fare per ottenerlo:

Chi può richiedere la detrazione del 50%
Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati ad IRPEF, anche se non residenti in Italia.

Per effettuare i lavori e richiedere la detrazione non è necessario essere il proprietario dell’immobile. Possono fare domanda  anche gli inquilini, i comodatari, i familiari conviventi del possessore, i promissari acquirenti che già dispongono dell’immobile dopo aver registrato il compromesso.

Dopo la vendita dell’immobile ristrutturato, il venditore può scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o se trasferire il diritto all’acquirente. In caso di morte, invece, le quote residue della detrazione sono trasferite agli eredi che conservano la detenzione  dell’immobile.

Detrazione 50%, gli interventi ammessi
La detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2016 spetta per una serie di interventi:
– manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale;
– manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
– ricostruzione o ripristino degli immobili danneggiati dalle calamità naturali, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
– acquisto e costruzione di box e posti auto pertinenziali;
– eliminazione delle barriere architettoniche;
– installazione di dispositivi anti-intrusione;
– cablatura e riduzione dell’inquinamento acustico;
– acquisto e installazione di impianti fotovoltaici;
– messa in sicurezza dal punto di vista sismico;
– bonifica dall’amianto;
– installazione di sistemi anti-infortunio.

Sono inoltre detraibili al 50% anche le spese, fino a 96 mila euro, per l’acquisto di edifici residenziali ristrutturati dalle imprese di costruzione. Per ottenere il bonus l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dalla fine dei lavori, che devono aver coinvolto l’intero edificio. L’acquirente deve  calcolare la detrazione, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita.

La detrazione copre infine le spese per la progettazione degli interventi, l’acquisto dei materiali, le prestazioni dei professionisti coinvolti nei lavori, le perizie, i sopralluoghi, le imposte, la messa a norma degli edifici, il rilascio di autorizzazioni e gli oneri di urbanizzazione.

Cosa fare per ottenere la detrazione 50%
Prima dei lavori è necessario dotarsi dei permessi e delle autorizzazioni eventualmente richieste. Nei casi in cui le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs 81/2008, D.lgs 106/2009) lo prevedano, si deve inviare una comunicazione preventiva alla Asl competente contenente la data di inizio lavori, la natura dell’intervento e i dati del committente e dell’impresa. I lavori sulle parti comuni degli edifici residenziali devono essere approvati con una delibera assembleare.

I pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale. Nella causale bisogna indicare la norma che prevede la detrazione fiscale (articolo 16-bis del Dpr 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita Iva dell’impresa che realizza i lavori.

Dopo aver effettuato gli interventi, nella dichiarazione dei redditi bisogna indicare i dati catastali identificativi dell’immobile.

È infine necessario conservare una serie di documenti, che l’Agenzia delle Entrate può richiedere a titolo di controllo e verifica:
– titoli abilitativi necessari per lo svolgimento dei lavori;
–   domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
– ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili (Ici-Imu), se dovuta;
– delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
– In caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore;
– comunicazione preventiva alla Asl (se prevista dalle norme sulla sicurezza dei cantieri);
– fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute;
– ricevute dei bonifici di pagamento.

 

Fonte: Edilportale